Questa sezione raccoglie notizie rilevanti dalla data di pubblicazione del libro (28 gennaio 2026) in poi. L'obiettivo è mantenere vivo il testo con aggiornamenti che contestualizzano i temi analizzati: la necessità di una federazione europea, le sfide alla sovranità del continente, e il dibattito sull'integrazione. Ogni notizia è collegata alle parti pertinenti del libro.

Maggio 2026

22 Maggio 2026

Trump espande il ritiro dall'Europa: oltre alle 5.000 truppe dalla Germania, considerati anche Italia e Spagna. Rutte: "Europa si assuma piu' responsabilita'" Parte II, III, IV, V

Trump ha annunciato che la presenza militare USA in Germania sara' ridotta "molto piu'" delle iniziali 5.000 truppe. Stesso destino starebbe per toccare alle basi in Italia e Spagna. Il ritiro non e' stato preceduto da alcun preavviso agli alleati ed e' nato come ritorsione contro le critiche del cancelliere tedesco Merz alle operazioni USA contro l'Iran.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha confermato il senso strategico: "Ci saranno meno truppe USA in Europa rispetto al passato, per varie ragioni". Il giorno prima Trump aveva ribaltato Hegseth ordinando l'invio di 5.000 soldati in Polonia - una giravolta che ha lasciato sconcertati gli alleati e confermato l'imprevedibilita' della politica americana.

Il segretario generale NATO Mark Rutte ha provato a smorzare: "Il ritiro non avra' impatto sui piani di difesa NATO" e si svolgera' in modo "strutturato". Ma ha aggiunto: "E' tempo che l'Europa, insieme al Canada, assuma un ruolo piu' grande". Carnegie: Trump ha trasformato la NATO "da strumento di deterrenza in strumento di coercizione contro l'Europa". E' la prova decisiva che l'Europa, come argomenta il libro, deve costruire una difesa comune autonoma o accettare l'irrilevanza.

NATO Ritiro USA Difesa europea Rutte

Fonti: TIME, Euronews, Carnegie Endowment, Foreign Policy

12 Maggio 2026

Consiglio Affari Esteri (Difesa): integrazione dell'industria difesa ucraina nella base tecnologica UE. €60 miliardi per la capacita' industriale di Kiev Parte II, III, IV, V

Il Consiglio Affari Esteri (Difesa) del 12 maggio ha fatto il punto sul sostegno militare all'Ucraina alla luce dei piu' recenti sviluppi e degli sforzi diplomatici per una pace giusta e duratura. Il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ha partecipato in videoconferenza, presentando le necessita' piu' urgenti sul campo di battaglia e le prospettive di integrazione delle aziende ucraine nella base tecnologica e industriale europea della difesa.

L'Alto Rappresentante Kaja Kallas ha aggiornato i ministri sul contributo UE alle garanzie di sicurezza, incluso il rafforzamento del Centro Satellitare UE e il "quarto pilastro" di azioni contro le minacce ibride, la riforma del settore difesa e il reinserimento dei veterani. I ministri sono stati informati di una nuova analisi complessiva delle minacce all'UE.

L'integrazione dell'industria difesa ucraina nella base europea segna un passo storico verso una difesa continentale che il libro identifica come prerequisito per la federazione: l'Ucraina viene de facto incorporata nello spazio strategico europeo prima ancora di entrare formalmente nell'Unione.

Consiglio Affari Esteri Industria difesa Ucraina Kallas

Fonti: Consiglio UE, EEAS, EP Think Tank

7 Maggio 2026

L'UE valuta limiti ai cloud USA per i dati sensibili. In arrivo il "Tech Sovereignty Package": Cloud and AI Development Act + Chips Act 2.0 Parte II, III, V

La Commissione Europea sta valutando di limitare l'esposizione dei dati sensibili del settore pubblico alle piattaforme cloud di aziende fuori dall'UE - una mossa che colpirebbe direttamente AWS, Microsoft Azure e Google Cloud, oggi dominanti nel mercato europeo. Il 27 maggio e' atteso il "Tech Sovereignty Package" con due iniziative chiave: il Cloud and AI Development Act (CADA) e il Chips Act 2.0.

Lo stesso 7 maggio, Consiglio e Parlamento UE hanno raggiunto un accordo per semplificare le regole dell'AI Act, garantendo "certezza legale" e rafforzando "la sovranita' digitale e la competitivita' complessiva dell'Unione". L'amministrazione Trump ha gia' minacciato ritorsioni: l'Ufficio del USTR ha avvertito che misure "discriminatorie" potrebbero scatenare contromisure commerciali.

Il passaggio dalla dipendenza tecnologica all'autonomia digitale e' uno dei tre pilastri identificati dal libro (insieme a finanza ed energia) come precondizione per una sovranita' europea reale. Per la prima volta, l'UE sta concretamente sganciandosi dall'infrastruttura tech americana.

Sovranita' digitale AI Act Cloud Chips Act

Fonti: CNBC, Consiglio UE, Atlantic Council

4 Maggio 2026

8° Summit della Comunita' Politica Europea a Yerevan. Primo summit UE-Armenia: il vicinato orientale guarda a Bruxelles Parte II, V, VI

L'8° Summit della Comunita' Politica Europea si e' tenuto il 4 maggio a Yerevan, in Armenia, riunendo i leader di oltre 40 paesi del continente. In parallelo si e' tenuto il primo Summit UE-Armenia (4-5 maggio), segnale dello spostamento dell'Armenia verso l'orbita europea dopo la rottura con la Russia.

La Comunita' Politica Europea - lanciata da Macron nel 2022 - resta un foro paneuropeo informale ma cruciale per discutere sicurezza, energia, mobilita' e democrazia con paesi candidati e vicini. I prossimi appuntamenti: Irlanda a novembre 2026, Svizzera ad aprile 2027.

Il libro inquadra questo tipo di iniziativa come un'evoluzione necessaria della geometria europea: anelli concentrici di integrazione che permettano un nucleo federale piu' integrato e un'area di cooperazione strategica piu' ampia.

EPC Armenia Vicinato orientale Diplomazia

Fonti: Consiglio UE, Wikipedia, New Union Post

Aprile 2026

30 Aprile 2026

BCE tiene i tassi al 2,15%: inflazione al 3% per la guerra in Iran. GDP eurozona rallenta allo 0,8% nel primo trimestre Parte II, V, VI

Il Consiglio Direttivo della BCE ha lasciato invariati i tre tassi chiave: tasso di rifinanziamento principale al 2,15% e tasso sui depositi al 2,0%. La presidente Christine Lagarde ha indicato che la guerra USA-Iran spingera' l'inflazione media headline al 2,6% nel 2026, al 2% nel 2027 e al 2,1% nel 2028.

L'inflazione nell'eurozona ad aprile e' salita al 3%, trainata dall'aumento dei costi energetici regionali. Il PIL del primo trimestre 2026 e' cresciuto solo dello 0,8% su base annua. I rischi al rialzo per l'inflazione e quelli al ribasso per la crescita si sono "intensificati" - configurando un quadro di possibile stagflazione importata dall'esterno.

Gli economisti guardano alla riunione di giugno come potenziale punto di svolta, con un possibile rialzo di 25 punti base. La vulnerabilita' europea agli shock esterni - geopolitici e commerciali - conferma uno dei temi centrali del libro: senza autonomia strategica integrata (energia, difesa, fisco), l'Europa subisce passivamente le decisioni di Washington, Pechino e Mosca.

BCE Inflazione Stagflazione Lagarde

Fonti: BCE, CNBC, Euronews

28 Aprile 2026

Macron rilancia gli eurobond: debito comune per economia e difesa. Germania frena, Nordici aperti se finanziano il riarmo Parte IV, V, VI

Emmanuel Macron ha rilanciato a fine aprile il dibattito sugli eurobond, chiedendo un aumento dell'emissione di debito comune europeo per rilanciare l'economia. La proposta - emissioni congiunte garantite collettivamente dagli Stati membri - si concentrerebbe specificamente sulla difesa, con il sostegno dei paesi baltici e della Francia.

Allianz stima che le emissioni congiunte potrebbero raggiungere 1.800 miliardi di euro in una fase di "recupero" tra il 2026 e il 2035. I sostenitori sottolineano che il debito comune proteggerebbe i rating sovrani nazionali e ridurrebbe i costi di indebitamento. La Germania resta contraria, sostenendo che il vero problema e' la produttivita' calante, non lo spazio fiscale.

I paesi nordici, storicamente ostili, si sono pero' aperti a condizione che i fondi vadano specificamente alla difesa. La crescente pressione del riarmo - imposta dalla guerra in Ucraina e dal ritiro USA - sta erodendo il "tabu" del debito comune, esattamente come il libro prevede: la sovranita' fiscale federale si costruira' sotto la pressione di una minaccia esistenziale.

Eurobond Macron Debito comune Federalismo fiscale

Fonti: Euronews, Allianz, Centre for European Reform

23 Aprile 2026

UE approva il prestito da 90 miliardi all'Ucraina dopo che Magyar revoca il veto ungherese. €60 miliardi per l'industria difesa di Kiev Parte II, IV, V

Il Consiglio UE ha finalizzato il 23 aprile il prestito da 90 miliardi di euro all'Ucraina per il 2026-2027, dopo che la rimozione del veto ungherese (conseguenza della vittoria elettorale di Magyar il 12 aprile) ha sbloccato il pacchetto. Il piano destina 30 miliardi al sostegno macroeconomico e 60 miliardi alla capacita' di Kiev di investire nell'industria difesa.

Il Belgio rimane critico per le implicazioni legali: la maggior parte degli asset russi congelati (193 miliardi) e' presso Euroclear a Bruxelles, e il paese teme di essere esposto sotto il Trattato bilaterale di investimento Belgio-Lussemburgo-Russia. Ursula von der Leyen ha incontrato il primo ministro belga Bart De Wever per discutere garanzie sulla condivisione UE-wide dei rischi.

L'Ucraina ripaghera' il prestito una volta ottenute le riparazioni di guerra dalla Russia. L'UE si e' riservata il diritto di usare gli asset russi congelati per ripagare il prestito. Senza una capacita' federale di emissione del debito sovrano comune, l'Unione e' costretta a strutture ingegneristiche complesse per finanziare la sicurezza - un altro tema centrale del libro.

Prestito Ucraina Asset russi Belgio Euroclear

Fonti: Consiglio UE, Al Jazeera, Euronews, Bloomberg

22 Aprile 2026

Ucraina punta a chiudere capitoli di adesione UE entro il 2026. Trattato di adesione previsto per il 2027 Parte II, IV, V

Il vicepremier ucraino per l'integrazione europea e euro-atlantica Taras Kachka ha dichiarato che, se i cluster di negoziato saranno aperti formalmente entro maggio o giugno, alcuni capitoli potrebbero essere chiusi gia' nel 2026, con il Trattato di Adesione da firmare nel 2027. L'apertura informale dei cluster e' iniziata il 17 marzo per aggirare il veto ungherese ora superato dalla vittoria di Magyar.

L'ECFR (European Council on Foreign Relations) propone un nuovo "Patto per l'adesione politica" che permetterebbe di accogliere Ucraina senza completare tutti i 33 capitoli, in una traiettoria fast-track legata alle garanzie di sicurezza che Kiev richiede nei negoziati di pace.

L'adesione dell'Ucraina entro il 2027 - se davvero realizzata - sarebbe la trasformazione geopolitica piu' significativa dell'UE dall'allargamento del 2004. Ma senza una riforma dei trattati che renda la macchina decisionale federale (maggioranza qualificata su politica estera, fine del veto), l'UE a 28 o 29 stati rischia di diventare strutturalmente paralizzata - un rischio centrale nella tesi del libro.

Allargamento Ucraina Adesione Riforma trattati

Fonti: New Union Post, ECFR, International Crisis Group

17 Aprile 2026

Meloni all'Eliseo con Macron, Merz e Starmer: la premier italiana abbandona il ponte con Trump e si allinea all'Europa Parte II, III, V, VI

Giorgia Meloni ha incontrato il 17 aprile Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Keir Starmer all'Eliseo. Il vertice segna l'ingresso ufficiale dell'Italia nel direttorio politico europeo - dopo mesi in cui Meloni aveva tentato di posizionarsi come "ponte" tra UE e amministrazione Trump.

Il fallimento della strategia "EU-MAGA middle ground" e' diventato evidente con il raffreddamento dei rapporti tra Trump e Meloni. The Conversation: l'allineamento di Meloni con Merz, Macron e Starmer "marca il fallimento di una via di mezzo EU-MAGA". L'asse politico europeo torna a essere franco-tedesco-britannico-italiano, con il Regno Unito post-Brexit di nuovo coinvolto nei dossier strategici.

Il convergere dei quattro maggiori paesi europei (UK incluso) attorno alla difesa, alla deterrenza nucleare e al sostegno all'Ucraina e' una delle precondizioni che il libro identifica come necessarie per il salto federale: l'integrazione politica concreta nasce sempre da un nucleo ristretto di paesi-guida, non dalla maggioranza dei 27.

Meloni Asse europeo Italia UK

Fonti: The Conversation, The Conversation (analisi)

14 Aprile 2026

Trump attacca Meloni: "Pensavo fosse coraggiosa, mi sbagliavo". L'Italia rifiuta basi aeree e truppe per Hormuz Parte II, III, V

In un'intervista del 14 aprile, Trump ha attaccato pubblicamente Giorgia Meloni: "Pensavo fosse coraggiosa, ma mi sbagliavo". Il rimprovero presidenziale arriva dopo che il governo italiano ha rifiutato di concedere basi aeree alle forze USA per le operazioni contro l'Iran e di inviare truppe a presidiare lo Stretto di Hormuz.

La rottura segna la fine di uno dei pochi canali politici positivi tra l'amministrazione Trump e una grande capitale europea. Meloni aveva costruito buona parte della propria strategia internazionale sul rapporto privilegiato con Trump - una scommessa che il libro inquadra fin dall'inizio come strutturalmente perdente, perche' Trump considera le alleanze "peso morto" e tratta gli alleati come pedine commerciali.

L'episodio mostra una dinamica ricorrente nelle relazioni Trump-Europa: anche i leader piu' filo-americani vengono umiliati pubblicamente quando rifiutano di subordinare gli interessi nazionali a quelli americani. La sovranita' europea, conclude il libro, non e' negoziabile: o si costruisce, o si subisce.

Trump Meloni Iran Basi militari

Fonti: The Conversation, The Conversation (background)

12 Aprile 2026

Ungheria: Magyar travolge Orban (70% dei seggi). Cade il principale veto pro-Russia dell'UE Parte II, IV, VI

Peter Magyar e il suo partito Tisza hanno vinto le elezioni parlamentari ungheresi del 12 aprile con una valanga di voti: 138 seggi su 199 (quasi il 70%), una maggioranza che permette di modificare la costituzione. Finiscono cosi' 16 anni di governo di Viktor Orban, il sistema politico piu' radicato nell'UE.

Le conseguenze geopolitiche sono enormi: cade il principale veto interno UE sulle sanzioni alla Russia, sull'adesione dell'Ucraina e sui pacchetti di sostegno a Kiev. L'Atlantic Council ha definito il risultato "una sconfitta per Putin, per la galassia della destra estrema globale e per la seconda amministrazione Trump". Orban era uno degli alleati piu' stretti di Trump in Europa.

L'esito ungherese mostra che l'illiberalismo, anche quando consolidato per oltre un decennio, puo' essere battuto democraticamente quando un'opposizione coerente si organizza. Il libro identifica esattamente questo - il superamento del "veto giocatore" interno e la riforma della governance UE - come precondizione per il salto federale.

Ungheria Orban Magyar Veto

Fonti: CNN, Chatham House, Atlantic Council, Wikipedia

Marzo 2026

26 Marzo 2026

Parlamento UE approva accordo commerciale con gli USA: dazi al 15% per l'Europa, zero per gli americani Parte I, II, V

Il Parlamento Europeo ha approvato l'accordo commerciale UE-USA negoziato a Turnberry (Scozia) nel 2025, con 417 voti a favore, 154 contrari e 71 astensioni. L'accordo prevede che l'UE elimini i dazi sulla maggior parte dei prodotti industriali americani, mentre gli USA mantengono tariffe al 15% sui prodotti europei — un'asimmetria che molti critici considerano umiliante.

Gli eurodeputati hanno inserito salvaguardie per riequilibrare il patto: una "clausola tramonto" che fa scadere l'accordo a marzo 2028 senza rinnovo reciproco, e una "clausola alba" che condiziona le preferenze tariffarie al rispetto degli impegni USA. L'UE mantiene inoltre lo "strumento anti-coercizione" come arma di deterrenza commerciale.

L'accordo arriva in un contesto di guerra commerciale globale: Trump ha imposto dazi del 25% su auto e componenti, 25% su acciaio e alluminio, e 20% di dazi "reciproci" su tutti i prodotti. L'Europa, divisa tra atlantismo e autonomia, fatica a trovare una voce unitaria — confermando l'analisi del libro sull'inadeguatezza delle istituzioni attuali.

Commercio Dazi Parlamento UE Autonomia strategica

Fonti: Euronews, Bruegel, Atlantic Council

19 Marzo 2026

Consiglio Europeo: negoziati Ucraina bloccati dalla guerra in Iran. L'Europa chiede cessate il fuoco immediato Parte II, III, V

Il Consiglio Europeo del 19 marzo ha chiesto alla Russia "un cessate il fuoco pieno, incondizionato e immediato" e l'avvio di "negoziati significativi verso una pace giusta e duratura". I leader hanno ribadito che il rispetto dell'indipendenza, sovranità e integrità territoriale dell'Ucraina resta "la pietra angolare" di qualsiasi accordo.

I negoziati di pace mediati dagli USA, previsti per inizio marzo negli Emirati Arabi Uniti, sono stati rinviati a causa dell'azione militare americana contro l'Iran. La guerra in Medio Oriente ha distolto l'attenzione dal conflitto più grande in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale, lasciando l'Europa sola a gestire la crisi ucraina.

Come osserva il PRIF (Peace Research Institute Frankfurt), "l'Europa è sul menù" dei negoziati: le decisioni sul futuro dell'Ucraina vengono prese tra Washington, Mosca e Pechino, mentre Bruxelles resta ai margini — esattamente il vuoto di potere descritto nel libro.

Consiglio Europeo Ucraina Negoziati Iran

Fonti: Consiglio UE, PRIF, Euronews

2 Marzo 2026

Macron annuncia aumento dell'arsenale nucleare e "deterrenza avanzata" per l'Europa. 8 paesi alleati coinvolti Parte III, IV, V

In un discorso storico a Île-Longue, sede dei sottomarini nucleari francesi, il presidente Macron ha annunciato il più significativo cambiamento della postura nucleare francese in decenni: aumento del numero di testate (attualmente circa 290), fine della trasparenza sulla dimensione dell'arsenale per mantenere "ambiguità strategica", e possibilità di dispiegamento avanzato di armi nucleari fuori dal territorio francese.

Otto paesi europei — Belgio, Danimarca, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Polonia e Svezia — potranno partecipare alle esercitazioni nucleari francesi con le proprie forze convenzionali. Il cancelliere Merz ha immediatamente annunciato la creazione di un "gruppo direttivo franco-tedesco sul nucleare" e la partecipazione tedesca alle esercitazioni entro fine anno.

La decisione sull'uso delle armi nucleari rimarrà esclusivamente nelle mani del presidente francese. Chatham House ha definito questa mossa "una politica gollista aggiornata per un mondo più instabile". È la svolta più concreta verso una difesa europea autonoma — il cuore della tesi del libro.

Macron Deterrenza nucleare Difesa europea Merz

Fonti: Euronews, PBS, Chatham House, CSIS

17 Febbraio 2026

Difesa UE: 17 stati attivano la clausola di bilancio per spese militari. 650 miliardi di spazio fiscale Parte III, IV

Il Consiglio UE ha attivato la "clausola di fuga nazionale" per 17 stati membri, garantendo flessibilità di bilancio aggiuntiva per la spesa militare pur restando nelle regole fiscali europee. La Commissione stima che se tutti i paesi UE aumentassero gradualmente la spesa per la difesa fino all'1,5% del PIL, si aprirebbero 650 miliardi di euro di spazio fiscale.

Questo si aggiunge al piano "ReArm Europe / Readiness 2030" presentato nel marzo 2025, che prevede fino a 800 miliardi di euro di investimenti in difesa entro il 2030, e allo strumento SAFE (Security Action for Europe) da 150 miliardi di prestiti garantiti dal bilancio UE per l'acquisto comune di armamenti.

Goldman Sachs prevede che la spesa militare europea aumenterà del 50% nei prossimi cinque anni. L'obiettivo è anche creare un'area di mobilità militare a livello UE entro il 2027. Il piano segna un passo concreto verso quella difesa comune che il libro identifica come prerequisito per una vera federazione.

ReArm Europe Difesa UE Bilancio SAFE

Fonti: Consiglio UE, Commissione Europea, Goldman Sachs

Febbraio 2026

14 Febbraio 2026

Monaco: Merz e Macron negoziano la deterrenza nucleare europea. "L'ordine mondiale non esiste piu'" Parte III, IV, V

Alla 62a Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha rivelato di aver avviato "colloqui confidenziali con il presidente francese sulla deterrenza nucleare europea". E' la prima volta che un cancelliere tedesco apre formalmente a questa possibilita', segnando una svolta storica.

Merz ha dichiarato che l'ordine mondiale basato sulle regole "non esiste piu'" e che "si e' aperto un profondo divario tra Europa e Stati Uniti". Tuttavia, ha sottolineato che "nell'era della rivalita' tra grandi potenze, nemmeno gli Stati Uniti saranno abbastanza potenti per farcela da soli."

Macron ha risposto che sta lavorando con Merz sui "meccanismi di governance" del programma nucleare europeo, e che parlera' dell'idea "nelle prossime settimane". Ha proposto di avviare consultazioni con i colleghi britannici e tedeschi, oltre che con i partner europei piu' ampi.

Il progetto sarebbe "pienamente integrato nel sistema di condivisione nucleare della NATO", ha precisato Merz, citando il Trattato Due Piu' Quattro del 1990 che vieta alla Germania di possedere armi nucleari proprie. La Francia dispone di circa 290 testate nucleari. Questo sviluppo conferma la tesi del libro: l'Europa sta accelerando verso una difesa comune autonoma.

Monaco Deterrenza nucleare Merz Macron

Fonti: Bloomberg, Euronews, France 24

13 Febbraio 2026

Rubio salta l'incontro sull'Ucraina a Monaco: l'Europa deve fare da sola Parte III, IV

Il Segretario di Stato USA Marco Rubio non ha partecipato all'incontro del "Formato Berlino" sull'Ucraina ai margini della Conferenza di Monaco sulla Sicurezza. La riunione ha visto la partecipazione di una dozzina di leader europei, tra cui Zelensky, Macron, Merz, oltre ai vertici di Commissione Europea, Consiglio Europeo e NATO.

Rubio ha cancellato la partecipazione all'ultimo minuto per "conflitti di agenda". Un funzionario europeo ha descritto la situazione al Financial Times come "assurda", mentre un altro politico ha dichiarato che "l'incontro mancava di sostanza" senza Rubio.

Rubio ha invece incontrato separatamente il cancelliere Merz per discutere dell'Ucraina e delle negoziazioni con la Russia, oltre al ministro degli esteri cinese Wang Yi. Ha anche dichiarato: "Il vecchio mondo e' finito, francamente, il mondo in cui sono cresciuto, e viviamo in una nuova era della geopolitica."

L'episodio illustra la dinamica descritta nel libro: con gli USA sempre piu' disimpegnati, l'Europa e' costretta ad assumersi la responsabilita' della propria sicurezza e della difesa dell'Ucraina.

Monaco Rubio Ucraina Autonomia europea

Fonti: Euronews, Kyiv Independent, The National

13 Febbraio 2026

Macron a Monaco: "L'Europa deve diventare una potenza geopolitica a pieno titolo" Parte II, V

Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato alla Conferenza di Monaco che l'Europa "deve agire con orgoglio, non essere vilipesa" e deve diventare "una potenza geopolitica a pieno titolo". Ha attaccato il ritratto dell'Europa dipinto da JD Vance l'anno scorso, quando il vicepresidente USA aveva tenuto una "lezione" ai leader europei sulla democrazia nel continente.

"Gli europei devono iniziare questo lavoro con il proprio pensiero e i propri interessi", ha affermato Macron, proponendo di avviare consultazioni sulla deterrenza nucleare europea con i colleghi britannici e tedeschi.

Il rapporto della Conferenza di Monaco 2026, intitolato "Under Destruction", descrive un mondo entrato in un'era di "politica del rullo compressore". Le relazioni transatlantiche sono precipitate dopo le minacce di Trump di annettersi la Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca.

Il Segretario Generale della NATO Mark Rutte ha dichiarato che c'e' stato un "cambio di mentalita': l'Europa sta davvero intensificando gli sforzi, assumendo un ruolo di leadership maggiore all'interno della NATO, prendendosi piu' cura della propria difesa."

Macron Monaco Autonomia strategica NATO

Fonti: France 24, Bloomberg

12 Febbraio 2026

Vertice UE sulla competitività: Draghi e Letta ospiti d'onore, si discute il futuro dell'Europa Parte I, II

I leader dell'Unione Europea si riuniscono oggi al castello di Alden Biesen in Belgio per un vertice informale dedicato alla competitività europea. Mario Draghi ed Enrico Letta, autori di due rapporti fondamentali sul tema, sono ospiti d'onore della sessione.

Il presidente del Consiglio Europeo António Costa ha definito l'incontro "una sessione di brainstorming strategico" per discutere come rafforzare il mercato unico e rilanciare l'economia del continente in un contesto di rapida trasformazione tecnologica e crescente frammentazione geoeconomica.

Alla vigilia del vertice, Italia, Germania e Belgio hanno firmato un documento congiunto che delinea le priorità: semplificazione normativa, riforma della carbon tax, neutralità tecnologica e completamento del mercato unico. Ursula von der Leyen ha scritto ai leader che in assenza di progressi condivisi, l'UE "non dovrebbe esitare a ricorrere alla cooperazione rafforzata".

Il vertice arriva in un momento cruciale: secondo il rapporto Draghi, l'Europa ha bisogno di 750-800 miliardi di euro all'anno di investimenti per restare competitiva. La domanda centrale è se l'UE riuscirà a superare le resistenze nazionali e avviare una vera integrazione economica e fiscale.

Vertice UE Competitività Draghi Mercato unico

Fonti: Consiglio UE, Euronews

10 Febbraio 2026

Commissario UE alla Difesa: "L'Europa ha bisogno di un'unione della difesa" Parte III, IV

Il Commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius ha dichiarato al Parlamento Europeo che l'Europa ha bisogno di un'"unione della difesa" per assumersi la responsabilità della propria sicurezza. "La responsabilità europea per la difesa richiede un quadro istituzionale per la nostra cooperazione. Un'unione della difesa europea", ha affermato.

Kubilius ha sottolineato che sostituire le capacità strategiche americane — come i dati di intelligence spaziale e il rifornimento aereo — con capacità europee dovrebbe essere una priorità chiave per il blocco. Secondo il Commissario, entro il 2035 i paesi UE dovranno spendere 6.800 miliardi di euro in armamenti.

La dichiarazione arriva mentre l'UE sta esplorando nuovi finanziamenti per la difesa dopo che il primo programma di prestiti da 150 miliardi di euro (SAFE) è stato sottoscritto oltre le aspettative. Il piano ReArm Europe punta a mobilitare 800 miliardi di euro entro il 2030.

Tuttavia, la responsabile della politica estera UE Kaja Kallas ha respinto l'idea di un esercito europeo unico, definendola "estremamente pericolosa" per chi fa già parte della NATO. Il dibattito sulla difesa comune rimane uno dei nodi centrali del processo di integrazione.

Difesa europea Unione della difesa Kubilius ReArm Europe

Fonti: Al Arabiya, NATO News

7 Febbraio 2026

UE valuta nuovi fondi per la difesa dopo successo del prestito da 150 miliardi Parte III, Appendice

L'Unione Europea sta esplorando la possibilità di nuovi finanziamenti per la difesa dopo che il programma iniziale di prestiti da 150 miliardi di euro è stato sottoscritto oltre le attese. Le discussioni sono ancora in fase preliminare, dato che la Commissione sta ancora distribuendo i fondi del programma attuale.

Il piano ReArm Europe, annunciato nel marzo 2025, punta a mobilitare oltre 800 miliardi di euro di spesa per la difesa attraverso flessibilità fiscale nazionale, un nuovo strumento di prestito da 150 miliardi (SAFE), la ridirezionare dei fondi di coesione e il supporto ampliato della Banca Europea degli Investimenti.

Come ha detto un funzionario militare europeo: "Il 2026 è tutto incentrato sull'implementazione, implementazione, implementazione" — con la maggior parte dei paesi che hanno appena raggiunto il 2% del PIL in spesa per la difesa nell'ultimo anno. La sfida ora è passare dalle parole ai fatti.

Difesa UE SAFE Finanziamenti ReArm Europe

Fonti: Bloomberg, Be Horizon

2 Febbraio 2026

Draghi: "L'UE deve diventare una federazione autentica o rischia di essere subordinata e deindustrializzata" Parte I, II, V

In un discorso all'Università KU Leuven in Belgio, l'ex primo ministro italiano e presidente della BCE Mario Draghi ha lanciato un appello storico: l'Europa "rischia di diventare subordinata, divisa e deindustrializzata" se non si trasforma in una "federazione autentica".

Draghi ha argomentato che "il potere richiede che l'Europa passi dalla confederazione alla federazione" perché l'ordine globale precedente "è ormai defunto". Dove l'Europa si è federata — sul commercio, sulla concorrenza, sul mercato unico, sulla politica monetaria — "siamo rispettati come potenza e negoziamo come tale". Dove non lo ha fatto — sulla difesa, sulla politica industriale, sugli affari esteri — "siamo trattati come un insieme di stati di media grandezza, da dividere e gestire di conseguenza".

"Un gruppo di stati che si coordina rimane un gruppo di stati — ciascuno con un veto, ciascuno con un calcolo separato, ciascuno vulnerabile a essere eliminato uno per uno", ha aggiunto Draghi, proponendo un "federalismo pragmatico" in cui gli stati membri aderiscono volontariamente, sul modello dell'euro.

La proposta conferma la tesi centrale del libro: la federazione non è un'utopia ideologica ma una necessità storica. Tuttavia, molti nel blocco si oppongono, inclusa l'attuale premier italiana Giorgia Meloni che ha più volte attaccato l'idea di una federazione europea a favore di un'Europa di stati nazionali forti.

Draghi Federazione Integrazione Sovranità

Fonti: Euronews, GEG, UEF

2 Febbraio 2026

Kallas respinge l'idea di un esercito europeo: "Potrebbe essere estremamente pericoloso" Parte III, IV

La responsabile della politica estera UE Kaja Kallas ha respinto le richieste di un esercito europeo unico, avvertendo che potrebbe essere "estremamente pericoloso" mentre il blocco considera come provvedere alla propria sicurezza.

"Chi dice che abbiamo bisogno di un esercito europeo forse non ha riflettuto sulla pratica", ha dichiarato Kallas. "Se sei già parte della NATO non puoi creare un esercito separato." Il dibattito sull'esercito europeo è riemerso in mezzo alle tensioni nella NATO sulle minacce di Trump di annettere la Groenlandia.

La posizione di Kallas evidenzia una delle tensioni fondamentali nel processo di integrazione: come costruire capacità di difesa europee autonome senza duplicare o indebolire le strutture NATO esistenti. È un nodo che il libro affronta direttamente nella Parte III.

Esercito europeo NATO Kallas Difesa

Fonti: The Trentonian

Gennaio 2026

28 Gennaio 2026

Pubblicazione di "Stati Uniti d'Europa" e avvertimento NATO: "L'Europa sogna se pensa di difendersi da sola" Parte I, III

Nel giorno della pubblicazione del libro "Stati Uniti d'Europa", il Segretario Generale della NATO Mark Rutte ha detto all'Europa di "continuare a sognare" se pensa di potersi difendere senza il supporto degli Stati Uniti.

Rutte ha avvertito che le nazioni europee dovrebbero aumentare la spesa per la difesa al 10% del PIL se "vogliono davvero fare da sole", aggiungendo che dovrebbero anche costruire una propria capacità nucleare. L'avvertimento arriva mentre la nuova Strategia di Difesa Nazionale degli USA (NDS 2026) ridisegna drasticamente le priorità americane.

Secondo la NDS, l'Europa "non è più un teatro prioritario per il primato convenzionale americano". Washington rimarrà nella NATO e manterrà il suo ruolo di deterrente nucleare, ma non garantirà più per default la difesa convenzionale dell'Europa. La responsabilità passa ai paesi europei della NATO, il cui PIL combinato (26.000 miliardi di dollari) supera di gran lunga quello russo (2.000 miliardi).

Questa svolta geopolitica conferma l'urgenza della tesi del libro: l'Europa deve federarsi sulla difesa o rassegnarsi alla subalternità strategica. La finestra temporale per agire si sta chiudendo.

NATO Rutte Difesa NDS 2026

Fonti: CNN, EPC, EUROMIL

28 Gennaio 2026

UE pronta a rispondere ai dazi Trump: sul tavolo 93 miliardi di ritorsioni Parte II, III

I leader europei hanno promesso una risposta unita alle minacce tariffarie di Trump, impegnandosi a restare "uniti, coordinati e determinati" a difendere la sovranità dell'Europa. Gli stati membri stanno discutendo diverse opzioni, inclusa l'imposizione di dazi di ritorsione su 93 miliardi di euro di beni americani.

Tra le opzioni in discussione c'è l'uso dell'Anti-Coercion Instrument, uno strumento potente che l'UE non ha mai attivato prima. Von der Leyen ha promesso che la risposta dell'UE sarà "risoluta, unita e proporzionata".

L'amministrazione Trump ha annunciato dazi aggiuntivi del 10% su otto paesi europei a partire dal 1° febbraio, con la possibilità di aumentarli al 25% entro giugno. I nuovi dazi si sommerebbero a quelli reciproci già esistenti del 15% sugli stati membri UE.

Secondo gli analisti, l'aumento dei dazi potrebbe ridurre il PIL europeo di circa un quarto di punto percentuale quest'anno. La crisi commerciale dimostra quanto l'Europa sia vulnerabile quando non parla con una voce sola sulle questioni economiche internazionali.

Dazi Guerra commerciale Anti-Coercion Trump

Fonti: Fortune, Bruegel, CNBC

28 Gennaio 2026

Pubblicazione di "Stati Uniti d'Europa"

Il libro "Stati Uniti d'Europa - Perché l'Europa deve diventare una federazione o scomparire" di Pierpaolo Marturano viene pubblicato da Core Matrix Edizioni, offrendo un'analisi argomentativa della necessità di una federazione europea.

Il volume esamina le ragioni storiche, economiche e geopolitiche per cui l'attuale struttura confederale dell'Unione Europea non è più sostenibile, presenta i trade-off delle diverse opzioni di integrazione, e propone una bozza di Costituzione federale nell'Appendice.

Pubblicazione Libro
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